BOHNET, LE DONNE, E IL MESE DI SALARIO IN MENO
17 Maggio 2025
Il pensiero che piace a Iris Bohnet è che “non c’è meritocrazia senza equità, perché se alcuni di noi iniziano una gara dieci metri dietro la linea non stiamo misurando le prestazioni effettive”. Dunque, se si vogliono riequilibrare le relazioni che sostengono l’economia, e costruire un apparato basato sulle effettive capacità e sul merito, è indispensabile che il terreno di gioco sia il più possibile uguale per tutti.
Come? L’economista svizzera, già nel board del fallimentare Credit Suisse e oggi prima docente elvetica all’università di Harvard, è sicura: l’equità tra donne e uomini richiede un trattamento analogo, certo, ma soprattutto l’affermazione del principio della stessa retribuzione per lo stesso lavoro.
“Ci sono stati grandi progressi e questo è anche il risultato delle analisi dei dati – ha assicurato -. Molte aziende pensavano che non ci fossero differenze retributive: quando poi hanno effettuato le misurazioni si sono rese conto del divario che c’era e hanno cercato di colmarlo”. Bene, ma non benissimo. Le statistiche globali informano che il distacco di genere è ancora abbondante in molti Paesi.
“Non voglio cambiare le persone, voglio dare alle persone gli strumenti per cambiare sé stesse”, assicura la professoressa Bohnet. A suo avviso, molte delle disuguaglianze che si rilevano sul posto di lavoro sono radicate nelle strutture istituzionali, sono state plasmate dai modelli di ruolo che vediamo – o non vediamo – fin da quando siamo bambini. “Quando si tratta di equità di genere – afferma – la sfida più grande oggi non è essere assunti, perché in molte professioni abbiamo fatto passi da gigante. Il vero problema è l’equità della carriera”.
Secondo i dati della Commissione Ue, le donne in Europa continuano a guadagnare meno degli uomini. Nonostante i principi di equità salariale, non discriminazione e pari opportunità, il divario retributivo in Europa gravita intorno al 13 per cento. In pratica, significa che una donna guadagna 0,87 euro a fronte di 1 euro percepito da un uomo e che, alla fine dell’anno, è come se avesse ricevuto un mese e mezzo di stipendio in meno.
Il problema si misura a fine mese. Sebbene un numero maggiore di donne acceda al mondo del lavoro dalla porta principale, rimane sottorappresentato nelle posizioni di leadership. Per affrontare questo squilibrio, ragiona Bohnet, è necessario trasformare i quadri istituzionali per promuovere le pari opportunità in tutte le fasi della carriera. “È estremamente difficile cambiare mentalità perché molte di queste euristiche, stereotipi e preferenze all’interno del gruppo si sono sviluppate nel corso delle generazioni”. In un simile contesto, la missione diventa impossibile senza sostenere cambiamenti strutturali che promuovano l’equità senza richiedere una revisione completa delle prospettive individuali.
Iris Bohnet è autrice di What Works: Gender Equality by Design. Il libro esamina soluzioni basate su prove fattuali per superare i pregiudizi di genere nelle aule e nei consigli di amministrazione, nelle assunzioni e nelle promozioni, a beneficio delle imprese, dei governi e della società. È stato incluso nelle liste dei migliori libri del 2016 da Forbes, The Financial Times, LinkedIn e The Washington Post. L’economista interverrà al dibattito IL FUTURO DELLA DEI (in collegamento) e affronterà i problemi legati a diversità, equità e inclusione con Paola Profeta, Prorettrice per la Diversità, Inclusione e Sostenibilità all’Università Bocconi Paola Profeta. Coordina la giornalista Ilaria Sotis nella sede del Collegio Carlo Alberto: 1° giugno 2025 alle 15.30.