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LA BUSSOLA DEL CAOS

27 Maggio 2025

LA BUSSOLA DEL CAOS

27 Maggio 2025

Xaos (o, se si preferisce, Caos): antichissima parola greca di quattro lettere che indica uno stato primitivo dell’universo, il disordine universale. Quattro lettere efficaci a spiegare molte delle situazioni che si sviluppano rapidamente negli Anni Venti del XXI secolo: dal COVID alla guerra d’Ucraina, dai dazi di Trump, passando per Gaza, dallo scontro di Trump con le Università pilastri con solide radici nel passato, all’Ia, ovvero l’Intelligenza artificiale priva di radici ma forse in grado di sovrapporsi a tutto.

Il mondo ha perso la bussola, abbiamo intitolato l’anno scorso nel nostro annuale Rapporto, che da qualche anno dedichiamo non più all’“economia globale” dei decenni passati ma all’“economia post globale”. E purtroppo abbiamo visto giusto. Anzi: l’analisi mondiale dei conflitti, dell’andamento delle economie, delle variazioni climatiche mostra un tramonto rapidissimo delle nostre tradizionali idee di un futuro di opulenza e tranquillità. Per questo, il titolo di quest’anno è Un futuro da riprogettare (Centro di ricerca e documentazione Einaudi, Guerini e Associati).

Riprogettare significa ripartire dal caos attuale, prendere atto delle “macerie” del nostro passato e rimettersi in cammino. Esattamente verso dove, non lo sappiamo ancora. Abbiamo quindi rinunciato all’ordine dei nostri quattro-cinque capitoli, suddivisi in paragrafi tra loro molto coordinati in favore di una vastità di orizzonti largamente da esplorare. La grande politica mondiale e le grandi strategie militari appaiono influenzarsi direttamente; in questo quadro gli Stati Uniti – ossia la potenza che per lunghi decenni ha “dato il là” agli sviluppi mondiali – sono ora angustiati da un debito pubblico gigantesco, da “spaccature” tra i giganti delle nuove tecnologie e le piccole imprese, in gran parte individuali, che fanno spesso fatica ad arrivare alla fine del mese. 

Un altro campo di grandi cambiamenti è quello dell’alimentazione. Esplode il “cibo di strada”, nei nuovi alloggi le cucine tendono a ridursi a un angolo dove si riscaldano cibi precotti e preconfezionati. E c’è chi pensa che la fame del mondo possa essere sconfitta con nuovi cibi “non convenzionali” magari a base di formiche. Nel frattempo, l’organizzazione del lavoro rimane fluida, in attesa di essere modificata (forse in maniera inaccettabile) dall’intelligenza artificiale.

In un mondo fatto così, l’Europa si sente sola. Di fronte non solo al conflitto ucraino ma anche di fronte all’esplosione economica e demografica di un’Africa che non accetta più di recitare la parte di colonia, di fatto se non di diritto. Eppure i sondaggi d’opinione mostrano che sono pochi gli europei disposti a difendere il proprio paese in armi, se mai fosse necessario. E forse nemmeno sul fronte dei grandi settori industriali, dove avanza la concorrenza cinese.

In questo quadro non allegro, l’Italia è sicuramente un paese dai problemi enormi che non dovrebbe però squarciarsi le vesti. L’economia italiana mantiene elementi di vitalità, con settori “giovani”, o comunque cresciuti e trasformati, dall’aerospazio alle macchine per fare il pane. Il Paese, troppo spesso preferisce sognare finché non scoppiano carenze come quelle del Servizio Sanitario. Un paese che non precipita ma si muove in maniera sgraziata e non vola affatto da aquila. E il suo “lavoro povero” è naturalmente meglio della disoccupazione ma non basta certo a risolvere i problemi.

Siamo partiti da una parola greca, “Xaos”, cerchiamo di arrivare a un’altra parola greca, “democrazia”. Da ripensare e da modificare perché non venga travolta da innovazioni come l’intelligenza artificiale, e da tanti altri ostacoli che dovremo evitare sulla nostra strada.

Mario Deaglio

UN FUTURO DA RIPROGETTARE. QUARTO RAPPORTO SUL MONDO POSTGLOBALE

con Mario Deaglio, Gregorio De Felice, Beppe Facchetti, Giorgia Garola e Daniel Gros

coordina Marco Zatterin.

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